No. Non ci aspettiamo le scuse dai tanti, che a noi pochi hanno riso in faccia quando abbiamo cercato di spiegare, che la fame dei bambini di
Gaza e le condizioni generali in cui versano i palestinesi erano dovute al racket di
Hamas. Non al perfido
Israele che bloccava gli aiuti raccolti dai gonzi - quelli in buona fede - ma alla presunta cellula terroristica italiana, decapitata nei giorni scorsi dalla procura di Genova. E sempre a proposito degli utili idioti inconsapevolmente al servizio dei terroristi di Hamas, diciamo che per quanto possa sembrare offensivo definirli tali, l'alternativa sarebbe soltanto quella di dichiararne la connivenza criminale. Difficile, infatti, per chiunque abbia frequentato quelle piazze accecate dall'odio, non aver capito che inneggiare al 7 ottobre quale "data di inizio della resistenza palesinese" era la porcata indegna e mai condannata apertamente, di chi sputava sui cadaveri di oltre mille israeliani ammazzati innocenti nel sonno. No, non ci aspettiamo le scuse di
Elly Schlein alla riformista interna Pina Picierno, che da tempo - inascoltata - denuncia le vicinanze pericolose di molti del proprio partito col capo bastone di Hamas adesso finito in manette. Con l'accusa di aver distratto il 70 percento di sette milioni (!) di euro, frutto delle donazioni dei gonzi, in favore dei bambini affamati di Gaza e invece investiti nelle armi e negli stipendi degli assassini in kefià. No, non ci aspettiamo un rigurigito di dignità dei tanti politici -
Avs e non solo - che fino ai ieri di quel capo bastone hanno leccato, maleodorante, il culo con inviti ufficialii alla Camera e che oggi ne rinnegano persino la conoscenza occasionale. No. Non ci aspettiamo le scuse ai propri concittadini, da parte dei troppi sindaci grillini e piddini che, in prima fila alle marce dell'odio e delle stelle di David bruciate, hanno ingoiato i bocconi di feci serviti loro da
Francesca Albanese che delirava sugli ospedali e le scuole finanziate dai criminali, stupratori, terroristi di Hamas. Si è visto. No, non ci aspettiamo che gli epigoni dei fogli manettari e forcaioli per vocazione, rinuncino a scivolare sugli specchi insaponati di un garantismo falso come
Giuda, per il quale non hanno il fisico e tanto meno il cervello. Intransigenti sui semplici avvisi di garanzia che ricevono gli altri, infatti, nonostante le decine di intercettazioni telefoniche del capo bastone in Italia di Hammas con sodali e familiari, i cui contenuti filostragisti sono impossibili da confutare (a meno che non risutlino falsate dagli inquirenti stessi che le hanno prodotte), si stanno già mobilitando. A riempire di nuovo le piazze coi soliti gonzi contro Israele, oltre a condizionare una magistratura a questo proposito già fin troppo condizionata. Non si spiegherebbe, diversamente, l'esigenza di inserire da parte del
procuratore generale genovese, nel mandato di arresto per i presunti terroristi palestinesi, la chiosa che le loro responsabilità "non escludono le attività genocide di
Israele". Prego? Ma cosa c'entra, di grazia, quand'anche questa fattispecie fosse dimostrata? Per caso si è mai visto un mandato di custodia cautelare emesso nei confronti di un presunto stupratore, chiuso da un richiamo alla solitudine esistenziale dell'uomo, unita all'abbigliamento poco castigato della vittima? O quello spiccato nei confronti di un ladro presunto, chiosato da un riferimento finale al capitalismo globale che genera fame e produce disuguaglianze sociali? Si. Ci aspettiamo, invece, proprio come i gonzi che hanno finanziato a loro insaputa gli stipendi dei boia in Kefià, che gli inquirenti lavorino in fretta e lavorino bene. Si. Ci aspettiamo, noi pochi che garantisti lo siamo da sempre e lo siamo per tutti, che i magistrati vadano fino in fondo, scoprendo tutta la verità. Le connivenze con il presunto capo italiano di Hamas, i suoi fiancheggiatori politici e non. Si. Ci aspettiamo, per esempio, che i sostituti procuratori liguri facciano finalmente luce sui finanziamenti e soprattutto sui finanziatori della diversamente mitica
flottilgia. Quella a suo tempo già risultata in odore di Hamas e recante aiuti umanitari, dei quali però a bordo delle imbarcazioni, non si sono poi reperite neppure le scatole vuote. Le fantomatiche 40 tonnellate di cibo e medicinali destinati nella misura di 40 (!) grammi procapite, al popolo di Gaza affamato proprio dai nuovi partigiani di Hamas. La flottiglia che ha preteso la scorta delle fregate militari italiane a spese dei contribuenti e che ha visto protagonisti delle più intrepide quanto misteriose imprese, equipaggi misti formati da marittimi in gita scolastica, oppure appena scappati da casa. Tra cui parlamentari dell'attuale opposizione dapprima torturati dai sionisti con la privazione dell'acqua gasata e poi lasciati senza crema solare, per fare quindi rientro in Patria tra i disagi della business class, sempre pagata da noi. No. Da questa indagine non ci aspettiamo nient'altro che questo. Possibilmente, però, nel più assoluto silenzio dei gonzi.
Commenti
Solo grandi discorsi e battaglie verbali senza soluzione.
Le colpe non stanno da una parte "O" da un'altra. Siamo tutti colpevoli e complici.
I BAMBINI NON SI TOCCANO.
Paola (tua cognata)
Che in tali "procedure" qualcuno possa fare il furbetto e che intaschi "qualcosina", magari adducendo a fantomatici recuperi spese, ho sempre avuto il sospetto che potesse esistere, ma ad un tale livello di indecenza, lucrando ancora una volta sulla "vita delle persone", affamandole e pagando degli assassini, mi è sembrato davvero troppo.
D'altra parte quando è anche la politica ad essere complice non aspettiamoci altro......
Altro che mafia e camorra......quelli sono dei dilettanti a confronto con questi assassini del buon vivere civile!!!
Non mi stupisce che finalmente, con colpevole ritardo, si stia indagando sull'utilizzo dei milioni di euro raccolti per i Palestinesi. Mi scandalizza invece che gli inquirenti si siano sentiti in dovere di sottolineare che l'inchiesta non intende minimamente sminuire la gravità del "genocidio" perpetrato dal perfido Israele.
Mi scandalizza che il contribuente italiano abbia dovuto sostenere il costo delle fregate inviate a protezione degli allegri bagnanti della flotilla (protezione da cosa?) nonché il loro biglietto aereo di ritorno in business class.
Mi scandalizza che pochi abbiano la lucidità e la buona fede di capire che, malgrado gli errori anche gravi che può aver commesso Israele, il torto è sempre e solo dalla parte di chi, dal 1948, ha mosso ripetutamente guerra a Israele con l'intento di annientarlo e ha sempre rifiutato di costruire un suo Stato ogni volta che gliene si è data l'occasione.
Mi scandalizza che l'occidente sia talmente sopraffatto dai sensi di colpa da sostenere e aprire le porte all'arretratezza, all’inciviltà e al terrorismo.
Abbiamo certamente motivo di sentirci in colpa, ma, attraverso le iniquità commesse, l'Occidente e riuscito a raggiungere un grado di civiltà che ha corretto quegli errori portando democrazia, equità, diritti, progresso e benessere.
Quando apriremo gli occhi sulla realtà, forse gli occhi ci serviranno solo per piangere.
È giusto pretendere chiarezza sui finanziamenti e sulle reali finalità di certe spedizioni 'umanitarie', perché quando ci sono di mezzo flussi di denaro poco trasparenti, l'ombra del malaffare è sempre dietro l'angolo.
Tuttavia, mentre si attende che la giustizia faccia il suo corso e scoperchi queste connivenze, il cuore non può non andare alle vere vittime di questo caos: le donne e i bambini che, travolti da una guerra più grande di loro, hanno perso tutto. Speriamo che il lavoro degli inquirenti serva anche a fare giustizia per chi, in questa tragedia, non ha voce e subisce le conseguenze di giochi di potere e fanatismi.