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Visualizzazione dei post con l'etichetta Carlo Nordio

Insignificantemente

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Dario Franceschini e Goffredo Bettini, figure emblematiche di ciò che dalle ceneri di Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano è diventato dopo innumerevoli cambi di pelle l’attuale Partito Democratico , lo hanno capito subito. E l’hanno detto chiaramente ai loro sodali. “Non entriamo nei tecnicismi del referendum – si può sintetizzare – perché le ragioni del Sì sono sacrosante e inattaccabili. Quindi, se vogliamo finalmente provare a battere la destra almeno per una volta, dobbiamo appunto fregarcene dei contenuti, buttandola in politica”. E così è stato. Contro l'esecutivo, ma in particolare contro il diritto e la ragione, il Pd e gli altri partiti del campo largo guidato da tutti e controllato da nessuno, mettendo a perdere le personalità i nterne  di spicco in campo giuridico, hanno trasformato un momento cruciale di riflessione trasversale su un argomento che interesserà la vita di ogni cittadino italiano per i decenni a venire, in uno scontro politico all’ultimo sa...

Riso amaro

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A proposito della teoria Gratteri - Travaglio sugli elettori del Si , intesi nella migliore delle ipotesi come persone malinformate, al punto da fare il gioco, col loro voto favorevole al prossimo referendum sul riordino della carriere in Magistratura  di mafiosi e assimilati, va detto che ci sono delle novità importanti. Come sicuramente sarà stato notato, infatti, da un po' di tempo a questa parte, il consueto refrain sui giudici che - nel caso passasse appunto la riforma "Nordio" - risulterebbero "asserviti al Governo", si è magicamente trasformato in "asserviti alla politica". Da quelle parti, forse, qualcuno di buona volontà deve averli informati di almeno due cose. La prima è che i famigerati elenchi dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura da estrarre a sorte - esattamente come avviene adesso - non li compilerebbe e approverebbe il Potere esecutivo, bensì quello Legislativo, ossia il Parlamento. E quindi non i fascisti da Marte, ...

Il falso e il falso

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«(…) In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica». Dunque, proviamo un’analisi di tipo logico delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura. Un’entrata giudicata da molti a gamba tesa finché si vuole, ma pur sempre espressione del Capo dello Stato il quale, presso detto organo istituzionale di autoregolamentazione della magistratura, di cui la Costituzione lo pone a Capo, non aveva finora mai messo piede. Ora: il fatto che Mattarella abbia ritenuto di dover sottolineare che le «controversie di natura politica» debbano rimanere «estranee» al Csm significherà, o no, che evidentemente il Csm stesso le ha portate – o ha consentito che venissero portate - al suo i...

Detta perbene

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È ormai assodato che anche a proposito di questo prossimo referendum costituzionale , quanti intendono farlo fallire non entreranno mai nel merito storico, tecnico e giuridico della questione, giacché da questo punto di vista è ormai fin troppo evidente che non possiedono alcun argomento serio e credibile a sostegno del proprio No . Il gioco è vecchio, ma sempre efficace. La si butta in politica. Promuovendo durante la campagna promozionale un voto appunto non riferito al quesito da cui dipenderà il futuro (quale che sia) di un determinato ramo istituzionale del Paese, che interesserà nel quotidiano tutti i cittadini, bensì al gradimento, o meno, del Governo in carica. Così è stato per la consultazione del 2006, con le successive dimissioni dell’allora premier Matteo Renzi , così si tenta di fare (inutilmente, a detta dell’interessata), con l’attuale presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni , alla cui vittoria elettorale del 2022 l’Opposizione non è ancora riuscita a rasseg...

Separati in toga

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Immaginiamo che un professionista di qualsiasi categoria, sbagliasse 108 dei suoi lavori su 169. E poi immaginiamo ancora che l’anno successivo ne sbagliasse un ulteriore quarto del totale: 131 su 409. Qualora accadesse, è da ritenersi altamente improbabile che ciò potrebbe consentire a questa persona di godere dell’autorevolezza necessaria a farlo considerare un campione di conoscenza del proprio mestiere. Difficilmente, inoltre, verrebbe da credere che a un mediocre del genere potrebbe essere consentito di pontificare attraverso i mezzi di informazione più importanti, su ciò che (in ragione delle ricadute sociali del proprio lavoro), sarebbe meglio per i cittadini. Impensabile, infine, che un palmarès di insuccessi come quello sopradescritto possa dare adito a un suo avanzamento significativo in carriera. E invece no. Tutto questo non succede se, per esempio, il lavoro svolto è quello di Amministratore delegato di un carrozzone statale. Come non ricordare, infatti, la buona uscita pe...

Deformazione professionale

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Andiamo con ordine. C’era Francesco Gratteri , procuratore capo di Napoli il quale – bontà sua – pur senza produrre interviste false e mai avvenute, ha espresso il proprio parere negativo sul tema della separazione delle carriere , tra la magistratura inquirente e quella giudicante. Legittimo. Quindi, sempre in disaccordo sul rendere il ruolo dei pubblici ministeri a sé stante rispetto a quello dei giudici, è intervenuto Cesare Parodi , presidente dell’ Associazione nazionale magistrati . Legittimo anche questo. Poi è stata la volta di Enrico Zucca , ossia il procuratore generale di Genova e quindi, neppure a dirlo, di parere sempre legittimamente opposto a quanto previsto dalla riforma del ministro della Giustizia Carlo Nordio . Ha conseguentemente preso la parola anche Elisabetta Vidali , presidente della corte d’appello di Genova, per ribadire la legittima opinione sulla necessità di essere contrari alla separazione delle carriere in magistratura. Infine, ma solo per carità di pat...