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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

In galera!

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Immaginiamo, per scherzo, di aprire il nostro quotidiano (sempre immaginario) preferito, La Repubblica delle panzane , dove leggere: «Nell’ambito delle inchieste riferite ai furti alimentari nei supermercati, svolte in questi mesi dalla Procura della Repubblica di Rocca Cannuccia, è apparso anche il nome della cassiera Maria Rossé. La dipendente non risulta indagata. Secondo quanto dichiarato - ma non ancora verificato da parte degli inquirenti - dal soggetto sospettato dei furti, Mario Rossi, lo stesso si sarebbe avvalso della collaborazione di una addetta alle vendite – la signora Rossé – per distrarre la guardia giurata che controllava l’uscita dal supermercato». Pensiamo davvero che non ci indigneremmo per un tale inqualificabile, gratuito, sputtanamento di una povera donna la quale – oltre a essere innocente fino a prova contraria – non risulta neppure indagata? E davvero non stracceremmo immediatamente quel giornalaccio, sperando che qualcuno provveda quantomeno a multarlo? Bene,...

Sinistrati

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Inutile girarci intorno: la sconfitta del Si è incommentabile per quanto è stata devastante ed enorme nella portata dei numeri e del suo significato. Non ci sono ragioni che tengano. Non ce n’erano prima, in quanto l’opportunità di uno scambio nel merito del quesito referendario i vincitori odierni non se lo sono mai posto, tantomeno ce ne possono essere oggi, dove l’emblema di quella magistratura indipendente che si doveva difendere dalla politicizzazione, nella Napoli di Nicola Gratteri ha pensato bene di celebrare il proprio trionfo, accompagnandolo con le note di “ Bella ciao ”. Un voto esclusivamente politico, come anticipato dai leader del campo largo , indispensabile per Schlein e compagni a ridurre il distacco dall’attuale Governo, che con l’approvazione della Riforma “Nordio” sarebbe diventato incolmabile. Un voto dal valore assolutamente politico, però, non soltanto per volere delle opposizioni e dovuto non soltanto alle menzogne messe in campo dai comitati contrari. L’ultim...

Si. Ho detto tutto.

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Non sappiamo se a convincere Beppe Grillo e il 23 percento degli elettori grillini , a revocare la propria fiducia incondizionata alle toghe, dichiarando la propria adesione alle ragioni del Si , abbia contribuito la recente condanna in primo grado a otto anni del figlio del comico genovese. Resta il fatto che a differenza di ciò che Grillo ha sempre pensato per il resto del mondo, su queste pagine ogni imputato è un cittadino innocente fino a condanna definitiva. Vale per tutti, vale anche per lui. Se però fosse così, queste ragioni risulterebbero indegne. Non sappiamo neppure se a convincere gli elettori indecisi, a votare Si alla riforma della Giustizia saranno i manifesti leghisti che invitano a farlo per “Limitare gli sbarchi dei migranti” in Italia. Se però fosse così, queste ragioni sarebbero indegne. Sappiamo invece quanto male possano fare alle ragioni sacrosante del Si , le parole in libertà che, generalizzando indegnamente, dipingono la magistratura come «Plotoni d’esecuzi...

Insignificantemente

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Dario Franceschini e Goffredo Bettini, figure emblematiche di ciò che dalle ceneri di Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano è diventato dopo innumerevoli cambi di pelle l’attuale Partito Democratico , lo hanno capito subito. E l’hanno detto chiaramente ai loro sodali. “Non entriamo nei tecnicismi del referendum – si può sintetizzare – perché le ragioni del Sì sono sacrosante e inattaccabili. Quindi, se vogliamo finalmente provare a battere la destra almeno per una volta, dobbiamo appunto fregarcene dei contenuti, buttandola in politica”. E così è stato. Contro l'esecutivo, ma in particolare contro il diritto e la ragione, il Pd e gli altri partiti del campo largo guidato da tutti e controllato da nessuno, mettendo a perdere le personalità i nterne  di spicco in campo giuridico, hanno trasformato un momento cruciale di riflessione trasversale su un argomento che interesserà la vita di ogni cittadino italiano per i decenni a venire, in uno scontro politico all’ultimo sa...

Meno male che Johnny c’è

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Non sappiamo ancora quale sarà l’esito del referendum sulla riforma della Giustizia , che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo, ma di sicuro i sostenitori del Si possono annoverare tra le proprie fila un elemento in più. E di che calibro, per giunta: nientemeno il sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli , Henry John Woodcock . Il magistrato anglo - partenopeo, a dire il vero, dal canto suo intenderebbe sostenere le ragioni opposte – quelle del No – ma lo fa in un modo talmente auto devastante, da far pensare che si esibisca davanti a una candid camera . Questa, almeno, l’impressione che se ne ricava dal massacro mediatico del quale il Pm è stato fatto oggetto dal deputato di Forza Italia ed ex direttore del settimanale “Panorama”, Giorgio Mulè, durante la più recente puntata del programma “ Piazza pulita ”, condotto su La7 dal giornalista diversamente imparziale Corrado Formigli. Tuttavia, evitando così di ripetere le incredibili gaff...