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L’insostenibile infosferezza dell’essere

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Un valore che non si presidia, si dice, finisce col perdersi per strada. Un valore che si dà per scontato possa rimanere tale in eterno, si dice, finisce per dissolversi nel tempo facendo ritornare la situazione al punto di partenza. Così era stato, per esempio, il 22 giugno del 1974 ad Amburgo, nello “stadio del popolo” dove il cartellone eliminatorio dei mondiali di calcio disputati in una Germania che per i successivi 15 anni si sarebbe continuato a definire “Ovest”, la nazionale guidata dal kaiser Franz Beckembauer (a sx nella  foto ) avrebbe affrontato quella dell’est. Figli sportivi di un dio minore, appunto, gli Ossis , come venivano definiti i tedeschi della DDR, quella sera indimenticabile avrebbero battuto i fratelli separati in casa – i Wessis – per una rete a zero. Contrapposto a beniamini noti in tutto il mondo del pallone che contava, fatto di giocatori del calibro di Gerd Müller, Seep Maier e Berti Vogts - stando alla cronaca entusiastica e passata anch’essa alla St...