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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sergio Mattarella

Fatto a pezzi

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Non importa cosa diranno per minimizzare il pasticcio, anzi il pasticciaccio brutto – per parafrasare Carlo Emilio Gadda – di viale Rastelli a Milano , sede appunto della redazione de il  Fatto Quotidiano, dov’è successo il fattaccio altrettanto brutto delle calunnie gratuite a Nicole Minetti e compagno. Non importa neppure se poi il Torquemada che lo dirige sarà da loro denunciato per diffamazione, come pure dal ministro Carlo Nordio e condannato a pagare una cifra che gli avvocati sembrerebbero stimare in 250 milioni di euro. No, comunque vada a finire questa storia di vergogna morale, prima ancora che giornalistica, rimane il verosimile travaglio di un Marco Travaglio ( foto ) che, anche se non nuovo a denunciare ipotesi di reato che poi si sciolgono come neve al sole, mai come in questo caso può ignorare il danno abnorme che ha fatto. Ai diretti interessati, certo, ma ancor più al gazzettino della manetta di cui è padrone e per l’appunto direttore. Aveva scritto che c’era de...

Il presidente è nudo

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  Qualche settimana fa un vecchio e stimatissimo fratello d’armi e di merende, mi provocava chiedendo un pezzo sulla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti ( foto ), già igienista dentale di Silvio Berlusconi e consigliera regionale lombarda, riguardo a una condanna non detentiva comminatale in conseguenza del caso “Ruby”. In quell’occasione, nel merito, mi ero dichiarato impreparato e tale mi sento adesso. Se non per dire che qualora Minetti per ottenere il beneficio di tale insindacabile, esclusiva prerogativa del Capo dello Stato, abbia addotto motivazioni false riguardo lo stato di salute del proprio figlio adottivo, meriterebbe il massimo disprezzo e persino la revoca della misura alternativa al carcere da cui è stata appunto graziata. Allo stesso modo, tuttavia, siccome la donna si è subito dichiarata innocente, respingendo ogni accusa e annunciando querela, come prassi abituale di queste righe anche in questo caso vale, su tutto e ...

Il falso e il falso

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«(…) In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica». Dunque, proviamo un’analisi di tipo logico delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura. Un’entrata giudicata da molti a gamba tesa finché si vuole, ma pur sempre espressione del Capo dello Stato il quale, presso detto organo istituzionale di autoregolamentazione della magistratura, di cui la Costituzione lo pone a Capo, non aveva finora mai messo piede. Ora: il fatto che Mattarella abbia ritenuto di dover sottolineare che le «controversie di natura politica» debbano rimanere «estranee» al Csm significherà, o no, che evidentemente il Csm stesso le ha portate – o ha consentito che venissero portate - al suo i...

Un altro anno da re

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Avere in comune qualcosa con il generale, onorevole, Roberto Vannacci è qualcosa che non mi entusiasma. Resta il fatto, però, incontrovertibile che non sono stati pochi gli italiani i quali - proprio come ha rivendicato con orgoglio l’autore del fondamentale “ Il mondo al contrario ” - lo scorso 31 dicembre hanno deciso, insieme a me, di non far parte di quei 10 milioni e 984 mila 577 che hanno ascoltato il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Un bel numero, senza dubbio, persino superiore di 250.000 telespettatori rispetto a quelli presenti davanti al video nel 2024. Un discorso che i media riferiscono molto apprezzato, avendo riscosso un plauso generalizzato e assolutamente trasversale. Motivo per cui, ieri sera, mi sono rassegnato ad ascoltarlo in differita, rilevando a mia volta come le ragioni di questo successo siano sicuramente più d’una. La principale delle quali, tuttavia, risiede nella studiata e affatto casuale banalità dell’ovvio presente nei...

Stellette cadenti

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Sembrava essere convinzione diffusa, almeno fino a qualche settimana fa, che la filosofia – secondo la definizione più corrente - fosse l’indagine sistematica, razionale e critica delle questioni fondamentali riguardanti l’ esistenza , la  conoscenza , i  valori , la  ragione , la  mente  e il  linguaggio . E si pensava, sempre (e forse) ingenuamente, che l'accesso a tale disciplina valesse indipendentemente dalla professione svolta, per l’intera umanità. Di sicuro per quella di nazionalità italiana. Non fosse altro, proprio a voler essere pignoli, in ossequio a quel principio costituzionale, ricordato solo quando conviene, che fissa l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini e bla, bla, bla. Lo sapeva di sicuro Luigi Russo , fondatore tra il resto della rivista “ Belfagor ” e cattedratico universitario durante la prima metà del secolo scorso. Uno studioso dalla specchiata onestà intellettuale che però, anziché farne un esempio, in attesa di rimuo...