Il Partito Disperato
Se c’è una cosa che davvero stupisce dei cittadini comuni che si ostinano – legittimamente – a perorare le ragioni del NO per il referendum costituzionale del prossimo marzo, è come possano riuscire a ignorare – e conseguentemente a legittimare – come se nulla fosse, la sequela di balle spaziali e di indegne scorrettezze messe in campo dalle forze politiche (e non solo), che tali ragioni propongono. Come è possibile, per esempio, per il rispetto quasi sacro che sicuramente anche tutti quei cittadini riconoscono a Giovanni Falcone, essi possano ancora accordare credibilità, tollerandone la presenza televisiva, a chi a quel magistrato ha attribuito false dichiarazioni, rilasciate nel corso di interviste mai avvenute? Come è possibile, per fare un altro esempio, che quei cittadini, i quali sicuramente conosceranno amici, familiari e persone comunque rispettabili, nonostante propendano per il Si, possano accettare senza battere ciglio, che per questa loro altrettanto legittima scelta, dall’oggi al domani siano assimilati, nientemeno, agli estremisti di destra di CasaPound? Come è possibile, sempre facendo un altro esempio, che in un crescendo surreale di affermazioni pronunciate da personaggi pubblici, senza però fornire alcuna spiegazione a sostegno, quei cittadini possano “bersi” che la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici «favorirebbe la Mafia»? Perché? In che modo? Forse perché se corpo a sé stante, i PM non indagherebbero più i mafiosi? I giudici, invece, assolverebbero Cosa Nostra per dispetto? Non è dato di sapere. Un insulto all’intelligenza di chi ascolta, ma che, evidentemente, quei cittadini non sentono come tale. E come è possibile, ancora, che sempre quei cittadini non si chiedano per quale arcano motivo, i vincitori di un pubblico concorso dello Stato riservato a quanti intendono intraprendere la carriera inquirente, equipollente in tutto e per tutto a quello attuale per accedere in Magistratura, dovrebbero essere «Controllati dalla politica», più di quanto non lo siano adesso? Non si sa, né probabilmente a quei cittadini importa di saperlo. L’hanno detto i magistrati. Certo: insieme all’oste cui si chiedeva quanto buono fosse il suo vino. Vero, lo hanno detto quelli delle correnti che nominano i propri rappresentanti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Ma che se vincesse il Si non potrebbero più farlo, perché le nomine avverrebbero sulla base di un più imparziale e non ideologizzabile sorteggio. Mentre l'eventuale controllo politico sugli altri membri resterebbe tal quale ad adesso, in quanto - oggi a me, domani a te, così fan tutti - rimarrebbero sempre di nomina governativa. Infine, ma solo per il momento, accomunati su fronti opposti in questa iattura, tutti i cittadini indistintamente hanno assistito in queste ore, all’appropriazione indebita di una medaglia olimpica ai fini della propaganda. Ossia l’immagine che incitava a «Un colpo vincente», finalizzato a votare No. Il tutto supportato da uno sfondo che vedeva ritratti – a loro insaputa - gli atleti azzurri Stefania Constantini e Amos Mosaner recenti medaglie di bronzo nel curling. Si tratta dell’ultima indegna trovata della diversamente democratica Elly Schlein. Sempre lei. Che però va capita. Alla base di quest’ultimo squallore – ma solo in ordine di tempo – c’è probabilmente la consapevolezza di una persona considerata esplicitamente “inadeguata” al suo incarico, da personaggi non secondari dell’area politica in cui opera. Una figura patetica e politicamente assai meno che mediocre, la quale sta vivendo con disperazione la vigilia di un voto cui potrebbero essere legate le sue sempre più residue possibilità di riscatto. Messe peraltro in discussione proprio da una larga, quanto autorevole, fetta del suo partito che, non a caso, ha già dichiarato il proprio appoggio al Si referendario. Un’ennesima pessima figura, questa del post sul curling, del quale l’ignaro (e poco divertito) Mosaner ha chiesto pubblicamente la rimozione, dichiarando di non aver mai autorizzato l'uso della propria immagine per fini politici. Seguito a ruota dal presidente del Comitato Olimpico, Luciano Buonfiglio, dichiaratosi «sbalordito» dall'utilizzo improprio di atleti olimpionici, strumentalizzati in un contesto di propaganda elettorale. Niente male, considerato che le olimpiadi sulla neve piacciono anche ai cittadini che non si pongono domande. Travolto dalle critiche, il Partito Disperato quel post - che galeotto fu - lo ha fatto subito rimuovere. Resta adesso tuttavia da stabilire, se e quando rimuovere Elly Schlein. Che invece andrebbe scusata. È svizzera. Ancora non ha capito gli italiani. In politica sono divisi, però alla fine sorvolano su tutto. Più spesso disertano le urne, ma se gli toccano gli azzurri s’incazzano sul serio.

Commenti
A darle manforte quel "cherubino" di Odifreddi.
Spiace che anche quel galantuomo di Sorgi sia schierato (pur con moderazione) dalla parte dei due di cui sopra. Vero, la riforma non risolverà tutti i problemi della giustizia, ma ricordiamoci che l'ottimo è nemico del bene e che una buona riforma, anche parziale, è sempre un passo verso il raggiungimento dell'ottimo.
È possibile che i sostenitori del NO abbiano qualche ragione che mi sfugge, ma certamente dimostra la loro malafede l'uso quantomeno improprio che fanno dei mezzi di comunicazione. Non ci si scandalizza per aver associato, a loro insaputa, i nostri atleti alla campagna referendaria, ma si lascia che un atleta Ucraino venga escluso dai giochi perché si ostina a voler indossare un casco con le foto degli atleti, suoi connazionali, uccisi da Putin.
Comunque temo che non importerà quanto la ragione e la giustizia suggeriscano di votare SÌ; la maggioranza voterà di pancia seguendo le direttive della propria parte politica.
Spero che, questa volta, i SÌ siano determinati e ligi al voto.
Però, c’è un "ma" grosso come una medaglia olimpica.
L’articolo è ineccepibile, ma sbatte contro la realtà del marketing politico: la separazione delle carriere è un tema sacrosanto, ma i suoi sostenitori sono i peggiori nemici di se stessi.
La verità amara? Per quanto la riforma sia interessante e giusta, i sostenitori del SI hanno un talento soprannaturale: ogni volta che aprono bocca, regalano migliaia di voti al NO. C’è poco da fare: con certi "avvocati delle cause giuste" a guidare la carica, il rischio è che gli italiani votino NO solo per non dar loro ragione, preferendo tenersi il caos attuale piuttosto che dar retta a chi li convince meno della Schlein sul ghiaccio.
Ottima penna, (la tua ) Maurizio. Peccato che la politica, a differenza del tuo stile, non conosca la logica!