Riso amaro
A proposito della teoria Gratteri - Travaglio sugli elettori del Si, intesi nella migliore delle ipotesi come persone malinformate, al punto da fare il gioco, col loro voto favorevole al prossimo referendum sul riordino della carriere in Magistratura di mafiosi e assimilati, va detto che ci sono delle novità importanti. Come sicuramente sarà stato notato, infatti, da un po' di tempo a questa parte, il consueto refrain sui giudici che - nel caso passasse appunto la riforma "Nordio" - risulterebbero "asserviti al Governo", si è magicamente trasformato in "asserviti alla politica". Da quelle parti, forse, qualcuno di buona volontà deve averli informati di almeno due cose. La prima è che i famigerati elenchi dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura da estrarre a sorte - esattamente come avviene adesso - non li compilerebbe e approverebbe il Potere esecutivo, bensì quello Legislativo, ossia il Parlamento. E quindi non i fascisti da Marte, bensì maggioranza e opposizione insieme. Certo, in misura proporzionale maggiore per chi ha vinto le elezioni e, si presume, persegua la volontà popolare dei più che li hanno votati e non della minoranza. Almeno, così è nei Paesi democratici dove è prevista l'alternanza di governo. Una situazione cui, da riformista quale sommessamente mi reputo, ho finito molti anni fa con l'abituarmi, ma della quale molti sedicenti garanti del pluralismo, sembrano invece non riuscire proprio a farsi una ragione. La seconda informazione probabilmente ricevuta dai paladini del No, ben più importante, è che qualora una legge dello Stato ponesse uno dei Poteri dello Stato sotto il controllo di un altro Potere, sarebbe immediatamente cassata dal Presidente della Repubblica e dalla Corte Costituzionale, proprio perché contraria alla Costituzione. Ciò che invece, evidentemente, manca ancora in quei paraggi è la consapevolezza che l'asservire la Magistratura alla politica non è possibile. In quanto lo è già, in maniera indissolubile, da sempre. I magistrati non hanno avuto bisogno di alcun Governo liberticida per realizzarlo. Hanno fatto tutto da soli. E' possibile infatti, a questo proposito, che alla sinistra del No, abituata com'è a ragionare solo per slogan senza mai entrare nel merito di ciò che prevede appunto la riforma costituzionale e aiutata in questo dal populismo di accatto dei 5stelle, un tempo considerato appannaggio delle sole destre leghiste, qualche dettaglio debba essere sfuggito. Tanto per iniziare, la ripartizione correntizia in cui versa l'Associazione Nazionale Magistrati, che rispecchia alla perfezione tutte le posizioni politiche presenti in Parlamento. E siccome, giusto per essere chiari, è abitudine di queste pagine trattare i fatti separandoli dalle opinioni, attualmente i fatti sono questi: Magistratura Indipendente, la corrente conservatrice che rappresenta la destra, vede presenti nel Csm quali membri togati ben sette magistrati. Poi c'è l'Area Democratica per la Giustizia, di orientamento progressista di centrosinistra, che di membri togati all'interno del Consiglio ne annovera sei. Quindi le cosiddette "Toghe rosse" di Magistratura Democratica, che ne contano due. Infine, di credo moderato e centrista, Unione Costituzionale, che nel CSM ha piazzato quattro suoi Magistrati. Stesso discorso per i cosiddetti membri laici, quelli appunto nominati dal Parlamento, che a oggi vede presenti alle sedute del Consiglio Superiore della Magistratura tre membri laici espressi dal centrosinistra (1 Pd, 1 5stelle, 1 Italia viva) e sei dal centro destra (3 FdI, 2 Lega, 1 FI). Lontanissima quindi, la riforma Nordio, da poter (anche volendo) sottomettere la Magistratura e il Csm alla politica più di quanto non lo siano già, con il metodo di selezione di tutti i membri a sorteggio, si impedirebbe di fatto ogni tipo di lottizzazione operata attualmente dalle cosiddette "correnti" interne dei giudici e tanto più dai partiti. Realizzando così, in particolar modo nella scelta dei membri togati, quel mantra tanto caro all'autodefinito avvocato del popolo, Giuseppe Conte, per cui "Uno vale uno". Nonostante la storia pentastellata - va detto - abbia spesso dimostrato che qualcuno di quegli uno, in realtà valesse assai più di molti altri uno. Un ragionamento addirittura banale, verrebbe da dire, a patto però di voler ragionare in punta di diritto e non di comiche finali. Certo, per fare questo da parte del fronte del No occorrerebbe prima rinunciare alle più rapide scorciatoie demagogiche che tanta presa fanno sulla gente da loro definita "per bene". Ma che vanno capiti. Un conto, infatti, è andare a votare persuasi dalle battute in libertà degli esperti di diritto quali notoriamente sono matematici, fisici, comici, cabarrettisti e cantanti, un altro è farsi invece due palle così, ascoltando i giuristi di professione. E sempre a proposito di elettori per bene, ma che malinformati fanno il gioco di Licio Gelli, c'è un sondaggio recente su cui vale la pena di dare uno sguardo. Effettuato da Noto Sondaggi, emergerebbe che il 75% di coloro che voteranno Si, baseranno la loro scelta sui contenuti della riforma, mentre per il 70% degli elettori di segno opposto la scelta è legata al giudizio sul governo Meloni. Nessun commento, ovviamente, dalle sedi del cosiddetto campo largo. Qualche indiscrezione sembra invece trapelare rispetto a un sondaggio interno considerato, per il momento, riservato. Dal rilevamento apparirebbe scontata la posizione contraria di Topo Gigio alla riforma, mentre sembra sempre più probabile l'astensione di Batman dal voto referendario. Trattandosi di un personaggio piccolo e nero, infine, sarebbe da considerarsi invece come certo l'appoggio ai comitati del Si da parte di Calimero (foto).

Commenti
Non ci resta che invocare l’intervento di Superman il quale, essendo il supereroe per eccellenza, onesto e votato al bene e alla giustizia, sbaraglierà in men che non si dica le orde malefiche del NO e avrà, per l'occasione, trovato anche un rimedio alla kryptonite.
Intanto ha già eliminato Khamenei e mi sembra non male come inizio.