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Influenza virale

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Franco Cerri (foto) era un jazzista italiano  il quale, più che per il suono caratteristico della sua chitarra, negli anni ’70 aveva raggiunto una grande popolarità, apparendo in televisione immerso per metà in una vasca trasparente piena d’acqua. Il cuore della scena che andava in onda sullo schermo (lo screen ! ), quello cui tutti i telespettatori dovevano rimanere incollati per convincersi della bontà intrinseca di quanto veniva loro proposto (lo score ! ), era la splendida camicia bianca indossata dal musicista con tanto di cravatta. Non lo sapeva Cerri, ma era – o meglio, oggi sarebbe stato - un influencer (!) giacché pur rimanendo muto, interloquiva direttamente col pubblico a mezzo di sorrisi e ammiccamenti. Non un testimonial (!) , in quanto non recitava un copione e infine, non proponendo valori etici, né rivestendo un ruolo particolarmente importante nella società, neppure un ambassador (!) . La sola differenza è che il chitarrista, invece dell’odierno sale Him...

C’era una volta una bambina

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C’è qualcosa che stride nel terribile, ennesimo, omicidio di una donna uccisa dall’ex fidanzato. Non si tratta, però, della sola efferatezza del gesto: Martina Carbonaro - questo il nome della giovane vittima assassinata qualche giorno fa ad Afragola , in provincia di Napoli - sembrerebbe essere stata uccisa a colpi di pietra. E neppure, a risultare ostica alla comune comprensione di una vicenda tragica che non può essere compresa, l’ormai ordinaria banalità del movente: «Non accettavo che mi avesse lasciato». Si tratta invece di un qualcosa che appunto stride, ma che è appunto un’altra cosa. Che lì per lì non si riesce, o non si vuole cogliere, fino a quando l’insistenza della cronaca non ti obbliga a valutare l’età della persona morta – quattordici anni! – ponendola in relazione alla fotografia che della stessa ti viene offerta dai media e che a chiunque potrebbe appartenere, tranne che a una prima adolescente. Nulla di male, si riesce ancora a pensare, se non fosse per quella qual...

Cacciateli

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Il disegno di Legge appena presentato dal Governo a firma del ministro per l'agricoltura Francesco Lollobrigida e altri, inteso a ridisciplinare lo svolgimento della caccia nelle Regioni italiane , avrebbe del comico e surreale, se non fosse per il pericolo latente che tale liberalizzazione - per usare un eufemismo - comporta; grave al punto da dover preoccupare chiunque e non soltanto gli animalisti. Da ridere, per non piangere, si diceva, il fatto che le Norme proposte dovrebbero servire a «tutelare la  fauna selvaggia », per poi aggiungere un più onesto «e la caccia», per poi compiere un salto all'indietro di decenni in fatto di concessioni agli amanti della doppietta, definibili quanto meno anacronistiche. Qualche esempio a caso? Esercizio della caccia già dal sedicesimo anno di età, possibilità di abbattere animali durante il cosiddetto perodo della migrazione prenuziale , l'utilizzo degli uccelli catturati come richiami vivi - senza alcun limite - ossia tenuti al fr...

Lo Stato e le canaglie

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  La sortita di Leone XIV durante la sua prima omelia da Papa celebrata domenica scorsa e apparentemente ovvia: «A Gaza i bambini muoiono di fame», induce invece a riflettere su uno scenario diventato ormai intollerabile. Una riflessione che si vorrebbe quanto più rapida possibile, giacché questa realtà, indegna di un’umanità che ancora possa definirsi tale, nei telegiornali della sera sta già producendo assuefazione, tale da suscitare l’attenzione che in genere si dedica alla pubblicità di un detersivo. Come dire che arrivati a questo punto di non ritorno più, o meno oltrepassato, continuare a sostenere le ragioni pur legittime che hanno portato lo Stato di Israele a reagire con tanta violenza all’attentato che, ad opera dei terroristi di Hamas , nell’ottobre del 2023 ha causato la morte di oltre 1200 cittadini innocenti, non basta più. Così come non sono più sufficienti a giustificare quei piccoli corpi scheletrici cui appunto stiamo facendo l’abitudine, gli abusi compiuti dai ...

Non una per loro

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Quando si parla del 7 ottobre 2023, si tende a dimenticare quel che è successo in Israele a opera dei terroristi di Hamas, in una pervicace opera di rimozione messa in atto fin da subito da parte di chi sostiene esclusivamente le ragioni dei Palestinesi. Una incredibile negazione della realtà evidente dei fatti, che non paga di aver ridotto le oltre1200 vittime dell’attentato a “uno sbaglio da parte dei resistenti alla prepotenza sionista”, ha addirittura cancellato gli stupri che ne hanno accompagnato la mattanza. Ancor meno sono stati oggetto di mobilitazione e indignazione, il rapimento di decine di donne israeliane prese in ostaggio durante il raid e stuprate sistematicamente nei lunghi mesi di prigionia, per poi essere uccise nella maggioranza dei casi. Quello stesso giorno, per ironia della sorte, a Firenze, si teneva invece l'assemblea nazionale di Non Una Di Meno , il movimento femminista internazionale che si batte da sempre contro la violenza di genere. Non tutta la viole...

Il lavoro rende liberi

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Precisiamo subito che il giudice che ha ammesso al lavoro esterno al carcere Emanuele De Maria , il pluriomicida suicidatosi qualche giorno fa gettandosi dal duomo di Milano dopo aver ucciso una collega con cui pare avesse una relazione e tentato di ammazzarne un altro, molto probabilmente si è soltanto limitato ad applicare ciò che prevede la Legge. Nessuno scandalo, quindi: se l’assassino aveva scontato in regime detentivo almeno metà della pena prevista e si comportava come un detenuto modello, l’accesso a tale beneficio era un diritto cui poteva legittimamente ambire. Senza che per questo alcun magistrato di sorveglianza – non avendo appunto la sfera di cristallo e potendosi basare soltanto sui fatti – tale diritto lo potesse negare. Quello che invece indigna, in questa ennesima tragedia annunciata, è la malintesa forma di Diritto, ossia quello che deve rendere Giustizia, secondo cui il contrappeso penale di una persona ammazzata (se uomo, o donna è un sofisma), possa concretizzar...

CrepaQuorum

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Nel "Paese dei cachi”, così come anni fa il filosofo contemporaneo ed estemporaneo Stefano Belisari - noto anche come Elio (d)e le storie tese ) - definì lo stivale su cui abitiamo, che si tratti di politica, cultura, o società, il criterio di declinazione dei fatti è sempre quello legato all’operetta. Il genere musicale preferito da Mozart, peraltro, che però non a caso i tre libretti più importanti della sua Opera se li era fatti scrivere dall’italianissimo Emanuele Conegliano – noto anche come Lorenzo Da Ponte – prima che si facesse naturalizzare cittadino statunitense. Capita infatti in queste ore, parlando appunto dei “Così fan tutte (e tutti)” della politica italiana, il ritorno del consueto tormentone sulla presunta illiceità del non recarsi alle urne in occasione dei Referendum abrogativi di una o più Leggi, in modo da non raggiungere il quorum di partecipazione di almeno il 50 percento più uno degli aventi diritto al voto, indispensabile a rendere valida la consultaz...