Post

L’italiota dell’anno

Immagine
Si sa. Fin da giovanissimo  Luigi Di Maio ( foto ),  ci ha abituati alle imprese impossibili. Tipo quella di riuscire a sbagliare imperterrito tutti i congiuntivi che gli capitano a tiro, in qualsiasi occasione pubblica si  esprima. E sono state tante, nonostante una madre insegnante di italiano e latino e, soprattutto, una maturità classica conseguita regolarmente. Memorabile, a puro titolo di esempio (e tra gli infiniti altri), quel: «Qualora Renzi  staccava  la fiducia al governo » rilasciato in un’intervista ai tempi del crepuscolo del Conte bis . Per poi riuscire nell’altra prova ai confini della realtà, di diventare ministro del lavoro e dello sviluppo economico sulla base di un curriculum personale che (visionabile su Wikipedia : c’è pure quella) vantava, oltre alla citata carriera scolastica, gli innumerevoli incarichi svolti fino a quel momento. Tra i quali il cronista sportivo che ha scritto “diversi articoli”, il tecnico informatico e l'agente di co...

Pro palle

Immagine
«Uccisione, sterminio, privazione illegale della libertà, sparizione, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale, oltre ad altri atti inumani». Ecco che il tempo è galantuomo, si diceva una volta. Una massima oggi assai banalizzata, ma che dimostra invece una sua grande attualità. Non era un “raid”, quindi, neppure un “attacco” e nemmeno un “attentato” inteso come la “Reazione di una nuova resistenza operata dagli epigoni dei partigiani, in lotta contro e in rappresaglia al governo sionista di Israele ". No, la maschera è finalmente caduta, sono i «Crimini di guerra e contro l’umanità » compiuti – a decorrere da quel dimenticato 7 ottobre 2023 – da Hamas e dagli altri gruppi armati palestinesi che «Hanno commesso violazioni della Legge umanitaria internazionale. Crimini di guerra e crimini contro l'umanità durante i loro attacchi nel sud di Israele». A spiegarlo, con buona pace di Francesca Albanese (foto) e dei gonzi (sia quelli in malafede, ma soprattutto le d...

Bulli e balle

Immagine
È di moda, negli ultimi tempi, esercitare il tiro al bersaglio sull’ Unione Europea tale da renderla giocoforza simpatica, come in genere succede alle persone per bene nei confronti di chi è preda dei bulli. Tipo Putin e Trump (foto) , per esempio, antieuropeisti dell’ultima ora e su questo punto assolutamente d’accordo. Certo, è innegabile che la classe politica (di governo e di opposizione) oggi di stanza a Bruxelles sotto la presidenza di Ursula von der Leyen (come pure quella di stanza al Parlamento Europeo di Strasburgo ), sia tra le più mediocri che la nostra storia continentale ricordi. È parimenti innegabile che, negli anni, l’Unione non sia mai riuscita ad avere ragione dei vari veti nazionali, posti di volta in volta dagli Stati membri che agiscono in ordine sparso. Come pure risulta innegabile l’incapacità dei governi nazionali di dare vita alla cosa teoricamente più semplice: le Forze Armate e uropee. Ed è infine innegabile anche il sempre più diffuso atteggiamento aut...

Stellette cadenti

Immagine
Sembrava essere convinzione diffusa, almeno fino a qualche settimana fa, che la filosofia – secondo la definizione più corrente - fosse l’indagine sistematica, razionale e critica delle questioni fondamentali riguardanti l’ esistenza , la  conoscenza , i  valori , la  ragione , la  mente  e il  linguaggio . E si pensava, sempre (e forse) ingenuamente, che l'accesso a tale disciplina valesse indipendentemente dalla professione svolta, per l’intera umanità. Di sicuro per quella di nazionalità italiana. Non fosse altro, proprio a voler essere pignoli, in ossequio a quel principio costituzionale, ricordato solo quando conviene, che fissa l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini e bla, bla, bla. Lo sapeva di sicuro Luigi Russo , fondatore tra il resto della rivista “ Belfagor ” e cattedratico universitario durante la prima metà del secolo scorso. Uno studioso dalla specchiata onestà intellettuale che però, anziché farne un esempio, in attesa di rimuo...

Chicco: dove c’è un casino

Immagine
Ci risiamo. Chicco - il nome è sempre di fantasia: ha ancora solo sedici anni – ha deciso di ampliare costruttivamente il proprio palmarès di denunce e precedenti di polizia. Infatti, a poche settimane dall’arresto in manette avvenuto di fronte al liceo “Einstein” di Torino cui è iscritto, in seguito alla poco meno che insignificante aggressione con calci e pugni nei confronti di due agenti impegnati a dissuaderlo dall’impedire democraticamente un volantinaggio di natura politica a lui avversa, ha alzato l’asticella. Questa volta, infatti, il giovane Chicco sarebbe stato identificato insieme ad altri 33 amici del cuore, tra quel centinaio di bravi ragazzi che – nella foga antifascista che li caratterizza, soprattutto se manifestata in ossequio alla strenua difesa che sono soliti praticare verso la (loro) libertà di stampa e di opinione – hanno invaso pacificamente un paio di giorni fa la redazione torinese del quotidiano La Stampa , provvidenzialmente deserta a causa dello sciopero i...

Me ne ha date, ma gliene ho dette…

Immagine
Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, è vero: che la giovane “linfa vitale” del Partito Democratico – per voce della segretaria nazionale Elly Schlein – doveva «mangiarsi» i vecchi arnesi interni del passato. Una rottamazione bis, quindi, ma senza né l’intelligenza politica (e forse non soltanto politica), né tantomeno la visione di Matteo Renzi . Risultato? L’Italia dei Territori, ossia le regioni, fatta salva la più o meno neutrale Valle d’Aosta , guidata da una compagine autoctona denominata non a caso “ Unione valdostana ”, vede assegnate dagli elettori al medesimo centrodestra che guida il Paese ben tredici Amministrazioni regionali. Un elettorato sempre più in caduta libera per quanto riguarda l’affluenza al voto, che ha consentito invece di conquistare alla compagine più scalcagnata nella storia del centrosinistra soltanto sei regioni, peraltro già di suo storico appannaggio. Due delle quali, tuttavia, ossia la Campania e la Puglia (dopo già le altre, oggetto delle precedenti...

Contro-partner

Immagine
In Italia seicentoquaranta; In Alemagna duecento e trentuna; Cento in Francia, in Turchia novantuna; Ma in Ispagna son già mille e tre .   Povero don Giovanni , celeberrimo protagonista dell’omonima opera buffa di Mozart, il cui servitore, Leporello , all’inizio del V atto illustra a “ madamina ” Elvira il “catalogo” da lui stesso redatto sui gusti e soprattutto le conquiste amorose del citato padrone. Povero, don Giovanni lo era allora, siccome donna Elvira – sua vecchia fiamma ancora invaghita di lui – cercava invano di ricondurlo sulla retta via della morale. E ancor più povero sarebbe probabilmente oggi, grazie a un emendamento all’ articolo 609 bis del codice penale , già approvato dal Parlamento e convertito definitivamente in Legge dello Stato. Nato con il nobile tentativo di ridurre le violenze sessuali, il disposto si basa sul requisito indispensabile per chiunque si accinga a iniziare un atto sessuale, di acquisire un preventivo – esplicito - consenso da parte...