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L'ultimo della classe

Insignificantemente

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Dario Franceschini e Goffredo Bettini, figure emblematiche di ciò che dalle ceneri di Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano è diventato dopo innumerevoli cambi di pelle l’attuale Partito Democratico , lo hanno capito subito. E l’hanno detto chiaramente ai loro sodali. “Non entriamo nei tecnicismi del referendum – si può sintetizzare – perché le ragioni del Sì sono sacrosante e inattaccabili. Quindi, se vogliamo finalmente provare a battere la destra almeno per una volta, dobbiamo appunto fregarcene dei contenuti, buttandola in politica”. E così è stato. Contro l'esecutivo, ma in particolare contro il diritto e la ragione, il Pd e gli altri partiti del campo largo guidato da tutti e controllato da nessuno, mettendo a perdere le personalità i nterne  di spicco in campo giuridico, hanno trasformato un momento cruciale di riflessione trasversale su un argomento che interesserà la vita di ogni cittadino italiano per i decenni a venire, in uno scontro politico all’ultimo sa...

Meno male che Johnny c’è

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Non sappiamo ancora quale sarà l’esito del referendum sulla riforma della Giustizia , che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo, ma di sicuro i sostenitori del Si possono annoverare tra le proprie fila un elemento in più. E di che calibro, per giunta: nientemeno il sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli , Henry John Woodcock . Il magistrato anglo - partenopeo, a dire il vero, dal canto suo intenderebbe sostenere le ragioni opposte – quelle del No – ma lo fa in un modo talmente auto devastante, da far pensare che si esibisca davanti a una candid camera . Questa, almeno, l’impressione che se ne ricava dal massacro mediatico del quale il Pm è stato fatto oggetto dal deputato di Forza Italia ed ex direttore del settimanale “Panorama”, Giorgio Mulè, durante la più recente puntata del programma “ Piazza pulita ”, condotto su La7 dal giornalista diversamente imparziale Corrado Formigli. Tuttavia, evitando così di ripetere le incredibili gaff...

Riso amaro

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A proposito della teoria Gratteri - Travaglio sugli elettori del Si , intesi nella migliore delle ipotesi come persone malinformate, al punto da fare il gioco, col loro voto favorevole al prossimo referendum sul riordino della carriere in Magistratura  di mafiosi e assimilati, va detto che ci sono delle novità importanti. Come sicuramente sarà stato notato, infatti, da un po' di tempo a questa parte, il consueto refrain sui giudici che - nel caso passasse appunto la riforma "Nordio" - risulterebbero "asserviti al Governo", si è magicamente trasformato in "asserviti alla politica". Da quelle parti, forse, qualcuno di buona volontà deve averli informati di almeno due cose. La prima è che i famigerati elenchi dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura da estrarre a sorte - esattamente come avviene adesso - non li compilerebbe e approverebbe il Potere esecutivo, bensì quello Legislativo, ossia il Parlamento. E quindi non i fascisti da Marte, ...

Il falso e il falso

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«(…) In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica». Dunque, proviamo un’analisi di tipo logico delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura. Un’entrata giudicata da molti a gamba tesa finché si vuole, ma pur sempre espressione del Capo dello Stato il quale, presso detto organo istituzionale di autoregolamentazione della magistratura, di cui la Costituzione lo pone a Capo, non aveva finora mai messo piede. Ora: il fatto che Mattarella abbia ritenuto di dover sottolineare che le «controversie di natura politica» debbano rimanere «estranee» al Csm significherà, o no, che evidentemente il Csm stesso le ha portate – o ha consentito che venissero portate - al suo i...

Detta perbene

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È ormai assodato che anche a proposito di questo prossimo referendum costituzionale , quanti intendono farlo fallire non entreranno mai nel merito storico, tecnico e giuridico della questione, giacché da questo punto di vista è ormai fin troppo evidente che non possiedono alcun argomento serio e credibile a sostegno del proprio No . Il gioco è vecchio, ma sempre efficace. La si butta in politica. Promuovendo durante la campagna promozionale un voto appunto non riferito al quesito da cui dipenderà il futuro (quale che sia) di un determinato ramo istituzionale del Paese, che interesserà nel quotidiano tutti i cittadini, bensì al gradimento, o meno, del Governo in carica. Così è stato per la consultazione del 2006, con le successive dimissioni dell’allora premier Matteo Renzi , così si tenta di fare (inutilmente, a detta dell’interessata), con l’attuale presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni , alla cui vittoria elettorale del 2022 l’Opposizione non è ancora riuscita a rasseg...

Il Partito Disperato

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Se c’è una cosa che davvero stupisce dei cittadini comuni che si ostinano – legittimamente – a perorare le ragioni del NO per il referendum costituzionale del prossimo marzo, è come possano riuscire a ignorare – e conseguentemente a legittimare – come se nulla fosse, la sequela di balle spaziali e di indegne scorrettezze messe in campo dalle forze politiche (e non solo), che tali ragioni propongono. Come è possibile, per esempio, per il rispetto quasi sacro che sicuramente anche tutti quei cittadini riconoscono a Giovanni Falcone , essi possano ancora accordare credibilità, tollerandone la presenza televisiva, a chi a quel magistrato ha attribuito false dichiarazioni, rilasciate nel corso di interviste mai avvenute? Come è possibile, per fare un altro esempio, che quei cittadini, i quali sicuramente conosceranno amici, familiari e persone comunque rispettabili, nonostante propendano per il Si , possano accettare senza battere ciglio, che per questa loro altrettanto legittima scelta, d...

Dell’idiozia

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Ho fatto un sogno. Mi stavo scusando con Cesare Mirabelli , ex presidente della Corte Costituzionale , insieme a Sabino Cassese, che di quella Corte è giudice emerito e ancora, in qualità di ex presidente della Corte stessa, stavo chiedendo scusa soprattutto al professor Augusto Barbera , con cui ho avuto il piacere di interloquire alcuni anni fa, durante un incontro con gli studenti, organizzato dal giornale locale che dirigevo. Nel sogno mi schernivo dell’essermi presuntuosamente allineato col loro pensiero, in qualità di aspirante balilla che voterà Si al prossimo referendum costituzionale , sulla riforma della Magistratura. Consapevole di essere in buona compagnia, sempre sognando mi ero infatti accomodato a rispettosa distanza da quei tre saggi, sulle sedie dell’ultima fila riservate – nella sede di CasaPound , diventata ormai centrale operativa dei comitati a sostegno del Si - alla parte sempre più considerevole dell’area riformista del centrosinistra, alla quale mi sforzo di ...