Sinistrati
Inutile girarci intorno: la sconfitta del Si è incommentabile per quanto è stata devastante ed enorme nella portata dei numeri e del suo significato. Non ci sono ragioni che tengano. Non ce n’erano prima, in quanto l’opportunità di uno scambio nel merito del quesito referendario i vincitori odierni non se lo sono mai posto, tantomeno ce ne possono essere oggi, dove l’emblema di quella magistratura indipendente che si doveva difendere dalla politicizzazione, nella Napoli di Nicola Gratteri ha pensato bene di celebrare il proprio trionfo, accompagnandolo con le note di “Bella ciao”. Un voto esclusivamente politico, come anticipato dai leader del campo largo, indispensabile per Schlein e compagni a ridurre il distacco dall’attuale Governo, che con l’approvazione della Riforma “Nordio” sarebbe diventato incolmabile. Un voto dal valore assolutamente politico, però, non soltanto per volere delle opposizioni e dovuto non soltanto alle menzogne messe in campo dai comitati contrari. L’ultima delle quali – me l’ero persa, ma la sintetizzo – se vince il Si a farne le spese sarà anche l’ecosistema e la lotta al bracconaggio (Andrea Zanone, Europa Verde). A tradire, per così dire, Giorgia Meloni è stata infatti anche parte del suo elettorato, probabilmente intenzionato – come ha sostenuto il sempre in piedi capo dei 5stelle Giuseppe Conte – a emettere nei suoi confronti un avviso di sfratto da Palazzo Chigi il prossimo anno. Un elettorato evidentemente deluso dalla cautela eccessiva dimostrata – secondo appunto gli elettori del centro destra – sia in materia di sgravi fiscali, sia soprattutto (a torto, o a ragione) di sicurezza dei cittadini. Resta la soddisfazione, per chi lo ha fatto, di aver sostenuto con orgoglio e onestà una riforma della Giustizia che avrebbe affrancato il nostro sistema giudiziario dalle ultime scorie di impostazione volute proprio da quel regime fascista, più volte indegnamente evocato verso i sostenitori del Si, dai fautori del No. La soddisfazione di aver tentato questo cambiamento nel pieno rispetto della procedura prevista da quella Costituzione, alla cui sovranità ci si accusava di voler attentare. Abbiamo combattuto, in maniera leale, una battaglia che ancora definiamo di libertà e che – in nome di quella stessa libertà, che inizia legittimamente dove finisce la nostra – abbiamo perso, secondo le regole costituzionali in cui abbiamo creduto e che abbiamo sempre rispettato. Gli effetti di questa ennesima occasione mancata di allinearci al sistema giuridico in uso nei principali Paesi europei, oltre che di ottenere per tutti i cittadini un processo equo e un giudice terzo, nel segno di quanto previsto ancora dal Dettato costituzionale, si vedranno a breve. Magari quando questo tema, una volta che al governo ci sarà la sinistra, verrà ripresentato proprio dagli stessi che ieri lo avevano proposto per primi, ma che oggi per convenienza lo hanno voluto affossare. È la politica bellezza, dirà sicuramente qualcuno. Ma la democrazia è un’altra cosa. Piaccia, o non piaccia oggi è andata in scena nel segreto dell’urna. E almeno questa, sia pure nel disastro evidente, resta per noi la sola buona notizia.

Commenti
In un sistema democratico è’ giusto dare il merito alla maggioranza .
Semmai è’ doveroso domandarsi dove si è’ sbagliato e dove migliorarsi.
… Per sdramnatizzare direi :
se non ci fosse stata volontà , Unione e coraggio Bearzot ed i suoi non avrebbero vinto il mondiale dell’82 davanti a Sandro Pertini…
Il fronte del No era più organizzato, preparato a convincere che la Costituzione è una cosa seria – prima di cambiarla, garanzie vere, non chiacchiere da governo! Hanno vinto meritatamente col 54%. Complimenti amico, continua così!
Secondo: rifletto che sono vecchietta, ma forse non abbastanza da non rischiare di subire le conseguenze della vittoria del No.
Invece delle mille considerazioni che potrei fare, ne esprimo una sola, la più inquietante: la presa di potere da parte della magistratura. La realizzazione di un golpe iniziato con Mani Pulite e perseguito in trent'anni di interferenze, ingerenze e abusi lampanti e impuniti.
Adesso aspettiamo che il Procuratore Gratteri getti la "rete a strascico" già promessa e minacciata contro il giornale Il Foglio.
Auguro a tutti di non ritrovarsi in circostanze come quelle che dovette affrontare Enzo Tortora e molti altri meno noti.
Nadia Mai