Post

In galera!

Immagine
Immaginiamo, per scherzo, di aprire il nostro quotidiano (sempre immaginario) preferito, La Repubblica delle panzane , dove leggere: «Nell’ambito delle inchieste riferite ai furti alimentari nei supermercati, svolte in questi mesi dalla Procura della Repubblica di Rocca Cannuccia, è apparso anche il nome della cassiera Maria Rossé. La dipendente non risulta indagata. Secondo quanto dichiarato - ma non ancora verificato da parte degli inquirenti - dal soggetto sospettato dei furti, Mario Rossi, lo stesso si sarebbe avvalso della collaborazione di una addetta alle vendite – la signora Rossé – per distrarre la guardia giurata che controllava l’uscita dal supermercato». Pensiamo davvero che non ci indigneremmo per un tale inqualificabile, gratuito, sputtanamento di una povera donna la quale – oltre a essere innocente fino a prova contraria – non risulta neppure indagata? E davvero non stracceremmo immediatamente quel giornalaccio, sperando che qualcuno provveda quantomeno a multarlo? Bene,...

Sinistrati

Immagine
Inutile girarci intorno: la sconfitta del Si è incommentabile per quanto è stata devastante ed enorme nella portata dei numeri e del suo significato. Non ci sono ragioni che tengano. Non ce n’erano prima, in quanto l’opportunità di uno scambio nel merito del quesito referendario i vincitori odierni non se lo sono mai posto, tantomeno ce ne possono essere oggi, dove l’emblema di quella magistratura indipendente che si doveva difendere dalla politicizzazione, nella Napoli di Nicola Gratteri ha pensato bene di celebrare il proprio trionfo, accompagnandolo con le note di “ Bella ciao ”. Un voto esclusivamente politico, come anticipato dai leader del campo largo , indispensabile per Schlein e compagni a ridurre il distacco dall’attuale Governo, che con l’approvazione della Riforma “Nordio” sarebbe diventato incolmabile. Un voto dal valore assolutamente politico, però, non soltanto per volere delle opposizioni e dovuto non soltanto alle menzogne messe in campo dai comitati contrari. L’ultim...

Si. Ho detto tutto.

Immagine
Non sappiamo se a convincere Beppe Grillo e il 23 percento degli elettori grillini , a revocare la propria fiducia incondizionata alle toghe, dichiarando la propria adesione alle ragioni del Si , abbia contribuito la recente condanna in primo grado a otto anni del figlio del comico genovese. Resta il fatto che a differenza di ciò che Grillo ha sempre pensato per il resto del mondo, su queste pagine ogni imputato è un cittadino innocente fino a condanna definitiva. Vale per tutti, vale anche per lui. Se però fosse così, queste ragioni risulterebbero indegne. Non sappiamo neppure se a convincere gli elettori indecisi, a votare Si alla riforma della Giustizia saranno i manifesti leghisti che invitano a farlo per “Limitare gli sbarchi dei migranti” in Italia. Se però fosse così, queste ragioni sarebbero indegne. Sappiamo invece quanto male possano fare alle ragioni sacrosante del Si , le parole in libertà che, generalizzando indegnamente, dipingono la magistratura come «Plotoni d’esecuzi...

Insignificantemente

Immagine
Dario Franceschini e Goffredo Bettini, figure emblematiche di ciò che dalle ceneri di Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano è diventato dopo innumerevoli cambi di pelle l’attuale Partito Democratico , lo hanno capito subito. E l’hanno detto chiaramente ai loro sodali. “Non entriamo nei tecnicismi del referendum – si può sintetizzare – perché le ragioni del Sì sono sacrosante e inattaccabili. Quindi, se vogliamo finalmente provare a battere la destra almeno per una volta, dobbiamo appunto fregarcene dei contenuti, buttandola in politica”. E così è stato. Contro l'esecutivo, ma in particolare contro il diritto e la ragione, il Pd e gli altri partiti del campo largo guidato da tutti e controllato da nessuno, mettendo a perdere le personalità i nterne  di spicco in campo giuridico, hanno trasformato un momento cruciale di riflessione trasversale su un argomento che interesserà la vita di ogni cittadino italiano per i decenni a venire, in uno scontro politico all’ultimo sa...

Meno male che Johnny c’è

Immagine
Non sappiamo ancora quale sarà l’esito del referendum sulla riforma della Giustizia , che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo, ma di sicuro i sostenitori del Si possono annoverare tra le proprie fila un elemento in più. E di che calibro, per giunta: nientemeno il sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli , Henry John Woodcock . Il magistrato anglo - partenopeo, a dire il vero, dal canto suo intenderebbe sostenere le ragioni opposte – quelle del No – ma lo fa in un modo talmente auto devastante, da far pensare che si esibisca davanti a una candid camera . Questa, almeno, l’impressione che se ne ricava dal massacro mediatico del quale il Pm è stato fatto oggetto dal deputato di Forza Italia ed ex direttore del settimanale “Panorama”, Giorgio Mulè, durante la più recente puntata del programma “ Piazza pulita ”, condotto su La7 dal giornalista diversamente imparziale Corrado Formigli. Tuttavia, evitando così di ripetere le incredibili gaff...

Riso amaro

Immagine
A proposito della teoria Gratteri - Travaglio sugli elettori del Si , intesi nella migliore delle ipotesi come persone malinformate, al punto da fare il gioco, col loro voto favorevole al prossimo referendum sul riordino della carriere in Magistratura  di mafiosi e assimilati, va detto che ci sono delle novità importanti. Come sicuramente sarà stato notato, infatti, da un po' di tempo a questa parte, il consueto refrain sui giudici che - nel caso passasse appunto la riforma "Nordio" - risulterebbero "asserviti al Governo", si è magicamente trasformato in "asserviti alla politica". Da quelle parti, forse, qualcuno di buona volontà deve averli informati di almeno due cose. La prima è che i famigerati elenchi dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura da estrarre a sorte - esattamente come avviene adesso - non li compilerebbe e approverebbe il Potere esecutivo, bensì quello Legislativo, ossia il Parlamento. E quindi non i fascisti da Marte, ...

Il falso e il falso

Immagine
«(…) In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica». Dunque, proviamo un’analisi di tipo logico delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura. Un’entrata giudicata da molti a gamba tesa finché si vuole, ma pur sempre espressione del Capo dello Stato il quale, presso detto organo istituzionale di autoregolamentazione della magistratura, di cui la Costituzione lo pone a Capo, non aveva finora mai messo piede. Ora: il fatto che Mattarella abbia ritenuto di dover sottolineare che le «controversie di natura politica» debbano rimanere «estranee» al Csm significherà, o no, che evidentemente il Csm stesso le ha portate – o ha consentito che venissero portate - al suo i...