Liceo Pol Pot
Lo giuro: avevo deciso che non avrei mai trattato questo argomento, talmente mi fa incazzare. Ho resistito fino a oggi, confortato anche dal fatto che un colosso della sociologia come Chiara Saraceno , nei giorni scorsi, sulle pagine de La Stampa , avesse sorriso sull'ipotesi che la scuola italiana – stando alla vulgata dei “ribelli muti” all’esame di maturità - sia poi così competitiva. Finché, sempre sullo stesso giornale, proprio questa mattina ho cozzato contro la foto in prima pagina (!) – più un’altra mezza all’interno (!) – riproducente l’espressione … di un diciannovenne romano che denunciava di aver «messo da parte il (proprio) benessere mentale (mica cazzi!)» per colpa di «un sistema scolastico alienante e cieco». È stato lì che ho sentito come una sorta di “chiamata”, cui non ho potuto resistere. Decidendo così di dargli una mano. Caspita, mi sono detto, dev’essergli successo qualcosa di davvero grave per maturare una scelta tanto drastica. Perbacco, per mettere da pa...

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Solo con investimenti mirati, oculati e ben gestiti, lo Stato dimostra di mettete al primo posto i cittadini, mentre privilegiando il profitto, tipo gestione aziendale, lo Stato dimostra di svendersi volutamente ai privati per i quali gli investimenti sono solo ed esclusivamente gli incrementi dei propri conti bancari.
E se le persone rinunciano a curarsi, beh semplicemente diventa una loro scelta, un problema loro, lo Stato si defila in barba alla Costituzione e a "quel" diritto Fondamentale.
Cosa deve ancora succedere?
Enrico.b
Anni fa il ricovero per una cataratta era di una settimana. Vero che le tecnologie non erano perfezionate come ora, ma il motivo vero era che, più erano i giorni di degenza, più l'ospedale otteneva come rimborso.
A forza di essere accessibile a tutti per qualunque minimo malessere (vedi la frequenza con cui certuni si rivolgono al medico di base e la disinvoltura con cui alcuni medici prescrivono esami e cure)), il SSN si è impoverito e deteriorato. Non è più in grado di retribuire adeguatamente medici e paramedici che rinunciano ad esercitare per lo stress.
Ho conosciuto la sanità in Australia. Non so come fosse l'accesso agli ospedali (non ne ho avuto bisogno per fortuna), ma qualsiasi visita, da quella dal medico di base a quelle specialistiche, si svolgeva in ambulatori privati. Si era coperti da assicurazioni statali o private dal costo irrisorio. Ogni prestazione veniva rimborsata entro una settimana sino ad un massimo dell'80%. Questo sistema garantiva contro l'abuso di accesso alle prestazioni, richiedeva necessariamente il rilascio di fattura da presentare per il rimborso e, al contempo, calmierava le tariffe (la visita da un luminare costava all'epoca un quarto del prezzo medio in Italia).
Non so se potrebbe funzionare in Italia. Il rimborso non arriverebbe certamente entro una settimana e qualche furbetto troverebbe il modo di approfittare del sistema.
Però sarebbe il caso di pensarci.
Nadia Mai