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Mi cadono le braccia

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Ci sono persone cui dovrebbe andare l’unanime, assoluta, ammirazione per la dedizione che riservano alla cura del proprio corpo, anteponendola a qualsiasi altra priorità. Una preservazione della propria salute, però, che non deve ingannare conducendo a conclusioni affrettate e semplicistiche che sconfinano nella demagogia. Stiamo parlando, infatti, di una evidente applicazione estensiva e specifica del concetto di habeas corpus, intesa appunto come locuzione latina medievale atta a garantire per il soggetto interessato la disponibilità integra del proprio corpo. Non da presentare alla Corte che deve giudicarlo, secondo appunto il senso originario del verbo, bensì in questo caso da preservare affinché l’eletto possa risponderne all’elettore di cui è appunto il rappresentante in Parlamento. È sicuramente in questo senso che va interpretata la recentissima richiesta dell’onorevole   Valentina D’Orso ( foto Youtube TV ) – deputata del Movimento a 5 stelle – presentata al president...

Il presidente è nudo

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  Qualche settimana fa un vecchio e stimatissimo fratello d’armi e di merende, mi provocava chiedendo un pezzo sulla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti ( foto ), già igienista dentale di Silvio Berlusconi e consigliera regionale lombarda, riguardo a una condanna non detentiva comminatale in conseguenza del caso “Ruby”. In quell’occasione, nel merito, mi ero dichiarato impreparato e tale mi sento adesso. Se non per dire che qualora Minetti per ottenere il beneficio di tale insindacabile, esclusiva prerogativa del Capo dello Stato, abbia addotto motivazioni false riguardo lo stato di salute del proprio figlio adottivo, meriterebbe il massimo disprezzo e persino la revoca della misura alternativa al carcere da cui è stata appunto graziata. Allo stesso modo, tuttavia, siccome la donna si è subito dichiarata innocente, respingendo ogni accusa e annunciando querela, come prassi abituale di queste righe anche in questo caso vale, su tutto e ...

Nessuno la può giudicare

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«Potrei gettarmi da un cavalcavia o da un palazzo, ma questo lascerebbe chiunque mi trovasse, a fare i conti con quella scena per il resto della vita». Sta in questa frase, probabilmente, il senso di una decisione assolutamente responsabile quand’anche almeno in apparenza infinitamente dolorosa, di porre fine alla propria vita senza in alcun modo condizionare quella degli altri. Senza gravare su nessuno. E questo è ciò che proprio oggi ha finalmente fatto una signora inglese di 56 anni, Wendy Duffy( foto ), presso un istituto che pratica il suicidio assistito. Incapace – ossia: non più capace di volerlo – a vivere oltre, in conseguenza della morte accidentale del figlio 23enne, avvenuta quattro anni fa. Un caso che ovviamente ha riempito le cronache dei tabloid di mezza Europa, riproponendo la reprimenda dei talebani in servizio permanente della morale pubblica, sempre pronti a emettere giudizi dal comodo (quanto evidentemente annoiato) divano di casa. Quando invece basterebbe tacere, ...

Bimbini prodigio

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« Se un bimbo di 16 anni ti dà un pugno non muori. E non cadi neanche a terra, a meno che tu non sia ubriaco o drogato». C’è indubbiamente una disperazione che va compresa – cosa diversa da giustificata – dietro a queste parole aberranti, pronunciate a caldo, dal padre di uno dei tre giovani arrestati per l’omicidio di gruppo, avvenuto a Massa la settimana scorsa. Come è noto, al di là della ricostruzione dei fatti tuttora in corso da parte degli inquirenti toscani, nella notte di domenica 12 aprile un uomo di 47 anni è rimasto ucciso nel capoluogo lunigiano sotto i calci e i pugni di un gruppo di giovani, alcuni dei quali minorenni, cui la vittima avrebbe rivolto un rimprovero, poiché lanciavano bottiglie contro una vetrina. Per l’omicidio volontario, avvenuto sotto gli occhi dei familiari dell’uomo, tra cui il figlio undicenne, oltre a due persone di 19 e 23 anni (già arrestati con l’accusa di concorso in reato), è stato fermato un diciassettenne ora in carcere minorile a Firenze...

Co.Co.Compagni

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Non vale la pena di esprimere ulteriori giudizi su un personaggio - Ilaria Salis - che da anni si fa beffe dei 300.000 gonzi che l'hanno votata facendola eleggere al Parlamento Europeo, nonostante le gravi accuse, le condanne definitive e i precedenti di polizia da lei maturati ben prima della sua attività di onorevole. Pregressi penali, s'intende, per i quali qualsiasi povero pirla non appartenente alla casta di cui Salis fa parte, ma che lei stessa intendeva abolire quando ancora nel Palazzo non c'era, ne starebbe probabilmente pagando le conseguenze. Intanto cominciamo col dire che si tratta dell'ennesima vicenda miserevole che coinvolge la pregiudicata - come la definirebbero dalle parti di Alleanza Verdi e Sinistra , ossia il suo partito, se si trattasse di un'avversaria politica - europarlamentare italiana, affatto privata e repressiva come la si tenta goffamente di far passare, bensì la violazione di una norma interna espressamente prevista dal Parlamento Eur...

L’Italia s’è pesta

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Il sempre pessimo generale, onorevole, Roberto Vannacci nel suo altrettanto pessimo libro (si fa per dire) intriso di luoghi comuni sessisti e razzisti, con cui ha sparigliato la politica della Lega di cui è divenuto addirittura vicesegretario nazionale, per poi scomparire nell’attuale micropartito personale, almeno una cosa l’aveva azzeccata. Il titolo:  Il mondo al contrario . Sul mondo, obiettivamente, il discorso si farebbe un po’ troppo grande, ma circoscritto all’Italia questo modo di dire sembra alquanto efficace. A fornirne un paio di prove recenti, non paia strano, la procura della Repubblica milanese. Il primo caso, di questi tempi, va detto che sembra davvero un voler spargere il sale sulle ferite del nostro ormai impresentabile calcio, dove la nazionale dei pensionati bosniaci ha appena escluso i nostri bambocci d’azzurro vestiti, dalla competizione mondiale per la terza volta di fila. I pubblici ministeri meneghini, nel frattempo, hanno invece deciso di mettere sotto i...

In galera!

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Immaginiamo, per scherzo, di aprire il nostro quotidiano (sempre immaginario) preferito, La Repubblica delle panzane , dove leggere: «Nell’ambito delle inchieste riferite ai furti alimentari nei supermercati, svolte in questi mesi dalla Procura della Repubblica di Rocca Cannuccia, è apparso anche il nome della cassiera Maria Rossé. La dipendente non risulta indagata. Secondo quanto dichiarato - ma non ancora verificato da parte degli inquirenti - dal soggetto sospettato dei furti, Mario Rossi, lo stesso si sarebbe avvalso della collaborazione di una addetta alle vendite – la signora Rossé – per distrarre la guardia giurata che controllava l’uscita dal supermercato». Pensiamo davvero che non ci indigneremmo per un tale inqualificabile, gratuito, sputtanamento di una povera donna la quale – oltre a essere innocente fino a prova contraria – non risulta neppure indagata? E davvero non stracceremmo immediatamente quel giornalaccio, sperando che qualcuno provveda quantomeno a multarlo? Bene,...